NON SI SA COME

10.15 novembre

10/11/2026 – 15/11/2026 @ 0:00 – «Le cose che si sanno, non significano allora più nulla!». Questa battuta, che il conte Romeo Daddi proferisce nel corso del secondo atto, condensa tutta l’inquietante e magnetica destabilizzazione, che connotano Non si sa come, ultima opera compiuta di Luigi Pirandello.  A 90 anni dalla pubblicazione, avvenuta nel 1935, quando l’autore ricevette il Premio Nobel, …

NON SI SA COME

«Le cose che si sanno, non significano allora più nulla!». Questa battuta, che il conte Romeo Daddi proferisce nel corso del secondo atto, condensa tutta l’inquietante e magnetica destabilizzazione, che connotano Non si sa come, ultima opera compiuta di Luigi Pirandello.  A 90 anni dalla pubblicazione, avvenuta nel 1935, quando l’autore ricevette il Premio Nobel, Non si sa come viene scelta da Paolo Valerio per proseguire, attraverso il linguaggio del palcoscenico, un percorso di ricerca nella psicologia e nell’animo umano, intrapreso con La coscienza di Zeno nel 2023 con Alessandro Haber protagonista. Un percorso che ora il regista evolve e declina, attraverso la scrittura spietata e affascinante di Pirandello, affidando il ruolo del protagonista a Franco Branciaroli, maestro raffinato e incisivo del teatro contemporaneo, versatile nel passare da ruoli shakespeariani e goldoniani, alle lacerazioni morali e psicologiche di questa pièce, attualissima e feroce. In un’ambientazione raffinata, i protagonisti appaiono tutti ineccepibili rappresentanti di una società di ceto elevato, eppure, l’inesorabile analisi pirandelliana, porta alla luce un loro lato spaventosamente irrazionale, popolato da cosiddetti “delitti innocenti”, azioni – inconfessate o inconfessabili – in cui l’istinto brutale che abita l’uomo prende il sopravvento sull’autocontrollo e l’etica. Ecco allora che Romeo Daddi, pur amando profondamente la propria moglie, tradisce lei e il proprio migliore amico e scosso da questa colpa, riaffiora in lui il ricordo di un’altra, gravissima azione: un assassinio compiuto da ragazzo e immediatamente rimosso. 

“Non l’ho voluto fare, non ne ho colpa”. Un ragionamento che risuona lacerante, inquietante, troppo spesso sospeso fra la tendenza all’assoluzione di violenti “raptus” e la loro condanna. E poi c’è il tema dell’oblio della colpa, perfettamente racchiuso nello sconvolgente “monologo della lucertola”…  Un viaggio dunque nella capacità dell’uomo di essere spaventosamente irrazionale e incredibilmente fragile che – al di là del liberatorio omicidio con cui Pirandello chiude il dramma – indurrà il pubblico a profonde riflessioni. Un’analisi che il regista amplifica in scena, non soltanto attraverso le efficaci e potenti parole di Pirandello, ma anche con una contaminazione multimediale che si interfaccerà e fonderà all’interpretazione attoriale, restituendo attraverso leitmotiv visuali le mutevoli sfumature psicologiche dei personaggi.

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