23.28 febbraio

Centro Teatrale Bresciano
presenta
ELISABETTA POZZI
TROIANE
di Euripide
adattamento Angela Demattè

con
GRAZIANO PIAZZA
FEDERICA FRACASSI
VALENTINA BARTOLO

musiche Daniele D’Angelo
regia ANDREA CHIODI

 


Tornare alle radici del teatro. Sembra un gesto naturale, anzi necessario, dopo questa lunga fase di silenzio degli artisti e sospensione delle attività: per riprendere vigore, riappropriarci dei fondamenti di quest’arte ancora e sempre miracolosamente viva e portentosa, e gettare nuove basi per il futuro.

E perché proprio Troiane? Innanzitutto, e semplicemente, perché è uno dei più grandi capolavori del canone occidentale, che ad ogni rilettura schiude nuovi enigmi e sollecita nuove interpretazioni e significati, e che trova sempre – nonostante la enorme distanza temporale e culturale che lo separa da noi – la strada di parlare a ogni essere umano con una forza poetica sconvolgente.

Ed anche perché Troiane era alla base del progetto che avremmo dovuto realizzare, l’Ecuba di Marina Carr, ma che la situazione attuale, per ragioni di rispetto delle regole di distanziamento in palcoscenico e per le gravi difficoltà economiche causate dalla pandemia, ci ha costretto ad abbandonare. Regista e cast avevano però già avuto modo di studiare a lungo per quell’allestimento, e ci è parso tanto importante e forte il risultato del loro lavoro intorno alla tragedia antica che è stato quasi naturale riversare questa spinta creativa alla sua sorgente: al capolavoro senza tempo di Euripide.

Andrea Chiodi, con la collaborazione della drammaturga Angela Demattè, rilegge la grande epopea degli sconfitti troiani – paradigma straziante e altissimo di ogni vinto nella Storia – affidandosi al talento immenso di Elisabetta Pozzi e ad un cast di straordinari attori come Graziano Piazza, Federica Fracassi e Valentina Bartolo.

Insieme a loro darà vita a uno spettacolo che andrà al cuore dei grandi temi che attraversano la storia e il pensiero della civiltà europea, e che oggi risultano così vertiginosamente vicini ai tempi che stiamo vivendo: il rapporto tra essere umano e destino, il lutto e il compianto, i legami familiari e tra generazioni che eventi enormi e dolorosi travolgono, lasciando chi resta nello smarrimento e nella affannosa ricerca di un senso.

E attraverso questo testo immortale, potremo riscoprire che il senso di vicende luttuose ed amare si può ritrovare e superare collettivamente a teatro, nel racconto corale che schiude emozione e riflessione.

Portare in scena Troiane darà modo di riscoprire i legami umani e comunitari da cui scaturisce ogni grande rito collettivo, che sia politico, religioso o teatrale: l’ascolto, la condivisione di uno spazio unico, e soprattutto la parola corale che in questo innovativo allestimento unirà attori e pubblico in un rinnovato e ritrovato sodalizio, dopo la lunga distanza fisica dettata dalla quarantena, per realizzare collettivamente una esperienza nuova e al tempo stesso antichissima di teatro della polis.

Un teatro poetico e politico, nuovo protagonista di una stagione di pensiero, creatività e resistenza alle derive e ai pericoli di chiusura, rabbia, solitudine che questa durissima crisi sanitaria ed ora economica e sociale reca in sé.

Ripartiamo dunque dai padri indimenticabili, ripartiamo da Euripide, per cominciare a ricostruire il teatro e il mondo di domani.