Author Archives: redazione

COSÌ È (SE VI PARE)

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11 . 23 aprile

Gitiesse Artisti Riuniti
presenta

MILENA VUKOTIC
PINO MICOL
GIANLUCA FERRATO
COSÌ È (SE VI PARE)

di Luigi Pirandello

con
MASSIMO LELLO     MARIA ROSARIA CARLI     STEFANIA BARCA     VICKY CATALANO
ROBERTA ROSIGNOLI     ANTONIO SARASSO     WALTER CERROTTA

 

regia GEPPY GLEIJESES


scene Roberto Crea
costumi Chiara Donato
musiche Teho Teardo
artigiano della luce Luigi Ascione
videoartist Michelangelo Bastiani
aiuto regia Roberta Lucca

 

 

Scritta nel 1917, quella che a nostro avviso, con i Sei personaggi, è la più bella commedia di Pirandello, presenta il vano tentativo di far luce, in una città di provincia, sull’identità della moglie del nuovo segretario di Prefettura: si tratta della figlia della Signora Frola, come questa sostiene con assoluta certezza? Oppure quella donna è morta tra le macerie di un terremoto e la moglie del segretario è tutt’altra persona (com’egli sostiene)?

Così è, se vi pare… ognuno di noi ha la sua verità!

L’idea dell’allestimento nasce da una strepitosa intuizione di Giovanni Macchia, il più rilevante critico di Pirandello: il cannocchiale rovesciato. Le cose più vicine, vissute, torturanti, furono viste con il binocolo rovesciato: da quella distanza che ne permettesse la meditazione assorta o l’ironia o addirittura il grottesco.
Geppy Gleijeses ha chiesto a uno dei più importanti videoartist del mondo di creare, in un contenitore vuoto, degli ologrammi assolutamente tridimensionali, donnine e piccoli uomini alti 50 centimetri, che altro non sono che i personaggi della commedia, i quali inutilmente si affannano per scoprire una verità che non esiste. All’ingresso della Signora Frola, quegli esserini li rivedremo in dimensioni normali. Piccoli uomini che riprendono le loro reali fattezze di fronte alla grandezza del dolore e dell’amore di una madre.

AMORI E SAPORI NELLE CUCINE DEL GATTOPARDO

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28 marzo 2 aprile
La Contrada Teatro Stabile Di Trieste /  Ente Autonomo Regionale Teatro Di Messina presentano

  

TOSCA D’AQUINO
GIAMPIERO INGRASSIA

AMORI E SAPORI NELLE CUCINE DEL GATTOPARDO

di Roberto Cavosi
da un’idea di Simona Celi

 con
GIANCARLO RATTI

e con
Tommaso D’alia, Enza De Rose, Francesco Paolo Ferrara

 scene Luigi Ferrigno                                  

regia NADIA BALDI

Cosa accade nelle cucine di Palazzo Ponteleone, mentre nei lussuosi saloni soprastanti si consuma il famoso ballo narrato né “Il Gattopardo”? È presto detto: volano le portate, si azzuffano i cuochi, si tirano padelle ma soprattutto si svelano amori impensabili, crudeli e meravigliosi conditi da tutti quei santi e profani profumi tipici della cucina siciliana. Teresa, la cuoca, in gioventù è stata la prostituta prediletta nientemeno che di Don Fabrizio Salina, il Gattopardo. Il loro fu un amore tanto intenso quanto impossibile che incendiò un’intera estate.

Ma è da allora, da vent’anni, che non si vedono e lei lo aspetta, sperando che la degni almeno di un saluto, mentre la sua anima custodisce un inconfessabile segreto. Un segreto che Monsù Gaston, il cuoco mandato in aiuto dei Ponteleone dallo stesso Don Fabrizio, non tarderà a scoprire: Carlo, il figlio ventenne di Teresa, è figlio del Principe di Salina, che di lui non sa assolutamente nulla. “Amori e sapori nelle cucine del Gattopardo” si dipana tra succulenti litigi, ricatti, ironia, sarcasmo e umorismo attraverso lo scontro di Teresa e Monsù Gaston.

Uno invidioso dell’altra, non si accontentano di gareggiare nel preparare i piatti migliori, ma vogliono avere anche l’esclusiva delle attenzioni di Don Fabrizio. Un testo nel quale pietanze e sentimenti si mischiano ad arte in quel caleidoscopico mondo fatto di languore ed erotismo, di passione e causticità tipico del “profondo” sud.

LA MADRE

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14.26 marzo
Compagnia Moliere
in coproduzione con

Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
e Accademia Perduta Romagna Teatri
presentano

 

LUNETTA SAVINO

LA MADRE

di Florian Zeller

 

con

NICCOLÒ FERRERO

CHIARASTELLA SORRENTINO

 

scene Luigi Ferrigno

regia MARCELLO COTUGNO

NUOVO ALLESTIMENTO

 

Ne La Madre Zeller indaga con estrema acutezza il tema dell’amore materno e le possibili derive patologiche a cui può condurre. La partenza del figlio, ormai adulto, viene vissuta dalla donna come un vero e proprio tradimento, come abbandono del nido, a cui si aggiunge una decadenza dell’amore coniugale in atto da tempo. 

Anna, la madre, è ossessionata da una realtà multipla, una sorta di multiverso della mente, in cui le realtà si sdoppiano creando un’illusione di autenticità costante in tutti i piani narrativi.
Il mondo di Anna è un luogo in cui lei non si riconosce più, isolata da un ménage familiare che l’ha espulsa. Ma la responsabilità di questa solitudine non sta forse anche nell’aver rinunciato alla vita? Abdicare ai sogni, alle speranze e ai desideri unicamente per dedicarsi al proprio unico figlio maschio su cui riversare frustrazioni, rimorsi e ideali d’amore non è forse un cammino che inclina pericolosamente verso la disperazione?
Ma dai ricordi di Anna si può immaginare un risveglio? Nella sua mente di madre si affastellano ora sequenze oniriche ora situazioni iperrealistiche che, alla fine, non sembrano essere né un vero sogno, né la banale realtà del presente, ma una vertigine ipnotica e crudele dalla quale risvegliarsi è impossibile.

Nella società liquida e levigata di Zygmunt Baumann e Byung Chul Han il senso di colpa non basta più a tenere vicini i figli. Nel dolore del lasciarli andare, per una madre, c’è tutta l’accettazione della vita nel suo divenire, c’è del lasciar andare una parte di sé per rinascere nel distacco.

LA ROBA

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7.12 marzo
Progetto Teatrando
presenta

in occasione dei 100 anni dalla scomparsa di Verga

 

ENRICO GUARNERI

LA ROBA

di Giovanni Verga

 

drammaturgia Micaela Miano
costumi Sartoria Pipi Palermo
musiche Massimiliano Pace
scenografie Salvo Manciagli

 

regia GUGLIELMO FERRO

 

La compagnia Progetto Teatrando da anni segue la mission di promuovere il patrimonio culturale della letteratura siciliana, attraverso un lavoro di riscrittura drammaturgica dei nostri classici. Il nuovo progetto per il 2022/2023 è la messinscena di alcune delle novelle più esemplificative delle raccolte Vita dei Campi e Novelle rusticane di Giovanni Verga, che sono state il preludio verista che ha portato l’autore all’approdo al ciclo dei vinti del capolavoro I malavoglia. In Nedda, Rosso Malpelo e La roba, Giovanni Verga affronta le problematiche socioeconomiche dei più umili. I vinti della Sicilia alla fine dell’800 che, travolti dalla ‘fiumana del progresso’, non possono fare altro che sopravvivere aggrappandosi ai beni materiali. La ‘roba’ in Verga diventa àncora di salvezza per tutti i deleritti della società, per coloro che lottano a costo della vita pur di non soccombere al ‘darwinismo sociale’ dell’epoca. Nessun vincitore tra i protagonisti delle novelle, solo vinti. Nessuna vera speranza di riscatto ma solo la crudezza della loro miserabile esistenza. Nessun giudizio morale a rassicurare lo spettatore. Enrico Guarneri, erede della tradizione drammaturgica siciliana, è oggi unanimanete riconosciuto e apprezzato interprete dei personaggi verghiani. La rielaborazione drammaturgica e la messinscena, così come già realizzato con successo ne i Malavoglia e Mastro Don Gesualdo, scarnificano e rendono ancora più straniante la tecnica narrativa di Verga, per veicolare con maggiore violenza la Crudezza Verista dell’autore.

UOMO E GALANTUOMO

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21 febbraio 5 marzo

Gitiesse Artisti Riuniti       Teatro Nazionale della Toscana

presentano

 

GEPPY GLEIJESES
LORENZO GLEIJESES
UOMO E GALANTUOMO

di Eduardo De Filippo

 

con la partecipazione di
ERNESTO MAHIEUX

 

con
ANTONELLA CIOLI    GINO CURCIONE    CIRO CAPANO
e con
Roberta Lucca    Irene Grasso    Agostino Pannone    Gregorio Maria De Paola    Brunella De Feudis



scene Andrea Taddei

costumi Silvia Polidori
musiche Paolo Coletta

luci Gaetano La Mela
aiuto regia Norma Martelli

 

regia ARMANDO PUGLIESE

 

 

 

Uomo e galantuomo è il primo testo in tre atti di Eduardo, scritto nel 1922. Meccanismo comico straordinario, narra la storia di una compagnia di guitti scritturati per una serie di recite in uno stabilimento balneare. Proverbiale la scena delle prove di “Mala Nova” di Libero Bovio, in cui un suggeritore maldestro, continuamente frainteso dagli attori, ne combina di tutti i colori. Poi gli intrecci amorosi si mescolano alla finta pazzia, unica via per evitare duelli e galera.
Geppy Gleijeses (qui Gennaro De Sia), allievo di Eduardo, dal quale ricevette il permesso a rappresentare le sue opere, è alla settima interpretazione delle opere del Maestro. L’ultima, quella di Domenico Soriano in “Filumena Marturano” con la regia di Liliana Cavani, lo ha visto insignito di innumerevoli premi, tra cui quello come Migliore Attore Europeo, conferitogli dall’Accademia Europea Medicea nel 2018.
Lorenzo Gleijeses, allievo prediletto di Eugenio Barba, ha già interpretato con grande successo Luigi Strada in “Ditegli sempre di sì” con la regia del padre.
Ernesto Mahieux, David di Donatello per “L’imbalsamatore” di Matteo Garrone sarà il Conte Tolentano.
Al loro fianco altri otto valentissimi attori.
Armando Pugliese, tra i più grandi registi italiani, ha diretto più volte opere di Eduardo, soprattutto successi storici che hanno visto protagonista Luca De Filippo

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