Riccardo III

16.21 maggio

Riccardo III non potrà che diventare una critica ancor più feroce e aspra del desiderio di potere e autoaffermazione che caratterizzano ogni totalitarismo.

Riccardo III

Riccardo III da sempre affascina per la sua dimensione violenta, manipolatoria e solitaria: assassino deforme e infingardo, il duca di Gloucester è senza dubbio uno dei cattivi più iconici e rappresentati del repertorio shakespeariano. Con questa figura letteraria così imponente si confronterà la giovane e affermata regista ungherese Kriszta Székely, che, dopo il successo raccolto a Torino e a Budapest dal suo Zio Vanja, a partire dal 2021 è entrata a far parte del nucleo artistico del Teatro Stabile di Torino come artista associata. Nelle sue regie, sia di prosa che di opera, è sempre forte l’impegno politico e civile, così come l’attenta analisi dei ruoli, reali o presunti, che ci vengono attributi dalla società. 

Nelle sue mani, Riccardo III, interpretato dal due volte Premio Ubu Paolo Pierobon, già protagonista di Vanja, non potrà che diventare una critica ancor più feroce e aspra del desiderio di potere e autoaffermazione che caratterizzano ogni totalitarismo.

Kriszta Székely

Nata a Budapest nel 1982, Kriszta Székely ha conseguito il Master di regia presso l’Università di Teatro e Cinema della capitale ungherese e ha iniziato la propria formazione sul campo nel celebre teatro Katona József Színház, del quale è diventata regista residente.

Spazia dagli adattamenti in chiave contemporanea di opere classiche ad affascinanti incursioni in territori inesplorati da parte del teatro. Sia nella prosa che nell’opera, i suoi lavori sono incentrati su un forte impegno politico e civile – in particolare per le battaglie sulla parità di genere – e sull’analisi dei ruoli che ci vengono attribuiti, o imposti, dalla società nella quale viviamo. Dal 2016 insegna recitazione all’Università di Teatro e Cinema di Budapest ed è Presidente dell’Associazione dei registi ungheresi. Nel 2020 ha firmato la sua prima regia per il nostro Stabile, Zio Vanja di Čechov con Paolo Pierobon, con il quale tornerà a collaborare per la nuova produzione di un titolo shakespeariano. È presente in stagione in qualità di regista de Il cerchio di gesso del Caucaso di Brecht, per cui ha vinto, come migliore regista, un premio dell’Associazione ungherese dei critici teatrali.

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